Autoproduzioni

Autoprodurre per chi fa musica significa fare una scelta di autonomia. Una scelta che ovviamente può condizionare tutto il lavoro e i progetti. Erbapipa ha scelto questa strada ma di sicuro non è facile per vari motivi.Innanzi tutto sia per chi ascolta sia per chi produce musica è importante ascoltare un lavoro tecnicamente valido: questo significa attrezzature e capacità tecniche; nei circuiti cosiddetti “underground” ci sono moltissime capacità ma pochissime risorse.

Una volta compiuto uno sforzo (che partendo da zero lire è veramente pesante!) questo può essere vanificato dal fatto che è difficile distribuire il proprio lavoro nei circuiti dove, chi autoproduce, ha più piacere che la propria musica sia ascoltata. Quindi autoprodurre diventa in pratica autodistribuire per autofinanziarsi. Quest’eccesso di auto-nomia può diventare auto-distruttivo se non è supportato da un circuito che coinvolga tutte le realtà “underground”.

In Italia, infatti, riconoscendo l’importanza di un circuito autogestito che liberi un modo sincero di fare musica e cultura, da anni si cerca di crearne uno realmente funzionante, ma lo scontro tra chi vede la cosa in puro stile babilonese e pensa solo a farsi soldi, e chi vede la cosa in maniera troppo integralista (ma soldi ce ne vogliono, e tanti, per organizzare un circuito nazionale!!), non ha ancora portato a niente, così le grandi città diventano autocircuito ma non bastano a se stesse, mentre la provincia e le piccole città rimangono tagliate fuori.Qui entrano in gioco le multinazionali che offrono ed hanno offerto in passato ai gruppi usciti dai centri sociali, la possibilità di registrare in bellissimi studio, avere tecnici di altissimo livello, di essere distribuiti efficacemente, e con un’ampia pubblicità. Ma in cambio purtroppo Babilonia ti chiede l’anima, e se uno non ci tiene alla sua anima, può pure accettare di passare sotto la sottile censura del mercato e cambiare il modo di scrivere i testi, cambiare gli stili secondo le mode, accettare uno sponsor, una macchina nuova…

Il tutto incatenato dalle odiosissime leggi sul copyright, tendenti a legittimare e proteggere il profitto del grande Vampiro, e ad imbrigliare nell’illegalità le forze che credono nelle libertà di espressione.Negli ultimi anni l’entrata trionfale di internet in occidente ha cambiato un po’ le carte in tavola, permettendo con piccoli investimenti la possibilità di produrre musica e di saltare numerosi passaggi classici del business musicale, ma l’eccezionalità degli eventi significativi e l’aggressività delle multinazionali e dei governi che le difendono, rende ancora lontana la possibilità di parlare di una rivoluzione…anche la collaborazione di Baracca ed Erbapipa è nata davanti ad un computer, riunendo insieme brindisini, romani e salernitani e questo forse non sarebbe stato possibile un po’ di tempo fa, e ciò ci fa prendere coscienza che il passo potrebbe essere breve per arrivare ad una vera organizzazione.

Erbapipa lavora nel circuito dei sound system, un circuito dove le numerose realtà esistenti parlano di un progetto che ha una sua dignità e un’evoluzione basata sul rispetto e dove tra le accettabili contraddizioni si lavora in un clima di confronto culturale continuo,dove la musica come prodotto di un’immagine vincente è assolutamente condannata insieme a tutta Babilonia e al suo veleno.

ERBAPIPA CREW









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